Nel ventre di Palazzo Vernazza

palazzo vernazza

Palazzo Vernazza, una dimora cinquecentesca nel centro storico di Lecce, riportato all’antico splendore e riaperto al pubblico nel 2011, dopo anni di lavori di ristrutturazione iniziati nel 2004 per recuperarlo dallo stato di degrado in cui era stato abbandonato negli Settanta.

Il Palazzo si trova in Vico Vernazza, nei pressi dell’altrettanto bellissima Chiesa di San Matteo, e si affaccia sull’attuale piazza Pellegrino, un tempo piazza “della zecca”. Proprio sul piazzale si apre un piccolo cortile del palazzo, al quale si accede da un ingresso ad arco, sopra al quale è stato realizzato un terrazzino dal quale si affacciavano le nobildonne dell’epoca, per poter assistere, indisturbate, alle cerimonie della città, senza confondersi con il popolo.

La struttura di Palazzo Vernazza, sebbene datato 1500, presente caratteristiche a epoche differenti tra loro. Nella parte centrale del palazzo, per esempio, sorge una specie di torrione risalente, probabilmente a epoca medievale, così come si possono notare elementi di età più tarda. Questi insieme di tratti peculiarità donano al complesso un aspetto maggiormente signorile.

Il palazzo è stato abitato per oltre 500 anni finché non è stato abbandonato per pericolo di crolli e per evidente instabilità della struttura. Durante il periodo del restauro numerose sono state le sorprese: innanzitutto, si è scoperto che il palazzo nascondeva due antiche cisterne olearie. Ne sono state ritrovate alcune anche sotto la superficie di piazzetta Castromediano, insieme ai resti di un antico trappeto. Un piccolo pozzo con decorazioni floreali consentiva il costante approvvigionamento idrico e uno splendido caminetto riscaldava l’ambiente più ampio del pian terreno nelle fredde notti invernali.

La vera meraviglia si cela però nel piano interrato, al quale oggi è possibile accedere attraverso una scalinata: il tempio di Iside.La divinità, di origini egizie, venne introdotta tra i culti venerati anche in Italia dopo che i Romani conquistarono l’Egitto. Per molto tempo la presenza di questo antichissimo tempio è stata solo ipotizzata, facendo tesoro di quanto narrato in alcuni testi antichi che raccontavano di mercanti che si recavano a Lupiae (antico nome di Lecce) per portare un dono alla dea, in cambio di fecondità e maternità. Questi doni consistevano spesso in iscrizioni e monete. Una di queste iscrizioni, Tiberinius Isidi (Tiberio dedica ad Iside) è stata trovata durante gli scavi nel palazzo, insieme alla testa di una statua della dea che, come consuetudine, doveva essere conservata nella cella del tempio dedicata alla divinità. I lavori di restauro hanno dunque reso leggenda realtà, diventando un frammento importante della storia di una città.

Altro interessante ritrovamento fatto nei livelli sottostanti Palazzo Vernazza è il Purgatorium, un battistero pagano contenente acqua per la purificazione del corpo, necessaria per poi accedere al Santuario. L’antico rito è stato tramandato nel tempo, penetrando anche nella cultura cristiana, come è visibile ancora oggi nelle nostre chiese, dove si trovano dei fonti battesimali (le acquasantiere, come siamo soliti chiamarle) nei quali intingere le estremità delle mani per farsi il segno della croce.

Oltre ai componenti architettonici gli scavi hanno portato alla luce anche un gran numero di ceramiche ben conservate provenienti dalla Libia e dalla Tunisia, una testimonianza molto importante degli scambi commerciali e artistici tra il Salento e i paesi degli altri continenti.

I resti trovati nel tempio sono visitabili dal 7 dicembre 2013 al 7 marzo 2014 presso il MUSA, il Museo Storico-Archeologico dell’Università del Salento, allo Complesso Studium 2000, dove è stata allestita la mostra “Iside a Lecce. Nuove scoperte nella città romana”.